VETTE. Storie di sport e montagne. Al via il public program
Intorno alla mostra. Attività e incontri culturali
Palazzo Besta
Teglio (SO)
Dal 18.4.2026
Press Kit
Nell’ambito della mostra VETTE. Storie di sport e montagne, in corso fino al 30 agosto 2026 e curata da Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi, il Museo Nazionale Palazzo Besta di Teglio (SO) propone un ricco palinsesto di eventi collaterali dal titolo “Intorno alla mostra. Attività e incontri culturali”.
In calendario una serie di appuntamenti che coinvolgono studiosi, giornalisti e scrittori di montagna, per incontri di approfondimento dei temi intersecati dalla mostra: la sostenibilità e il futuro degli sport invernali, le trasformazioni del paesaggio alpino, le storie delle donne, atlete o contadine, che hanno attraversato e vissuto la Valtellina, il ruolo della pubblicità e del cinema di genere nella definizione dell’immaginario legato alle terre alte.
Si parte proprio dal femminile: il prossimo appuntamento è sabato 18 aprile alle ore 15.00 con Le donne di Cortina, dal 1956 ad oggi.
Adriana Balzarini, autrice insieme ad Antonella Stelitano del volume "Le donne di Cortina 1956", e Paola Romerio Bonazzi, assessora alla cultura del Comune di Bormio, approfondiranno il ruolo che per la prima volta le donne hanno avuto nell'ambito di una manifestazione olimpica. Non solo atlete, ma protagoniste di un cambiamento storico: le Olimpiadi di Cortina 1956 segnano la prima vera affermazione pubblica delle donne nel panorama olimpico e sportivo dando spazio in modo inedito per il tempo alla presenza femminile, non più limitata alle sole competizioni sportive, ma coinvolte anche in ruoli fondamentali come quelli di giudici, allenatrici e membri dello staff.
LA MOSTRA
L’esposizione VETTE. Storie di sport e montagne, inserita nel programma ufficiale di all’interno del programma ufficiale dell’Olimpiade Culturale, indaga il rapporto profondo e complesso tra sport, territorio alpino e società.
Promossa con il sostegno di Regione Lombardia, la mostra è realizzata in collaborazione con il Museo nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino e con la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo nazionale Collezione Salce, con il contributo della Olympic Foundation for Culture and Heritage (OFCH), di collezionisti privati, associazioni ed enti locali. Un’ampia rete di partner nazionali e territoriali rende possibile un progetto ambizioso, capace di intrecciare patrimoni materiali e immateriali, memorie locali e narrazioni globali.
La rassegna interseca molteplici storie: quelle di grandi atlete e atleti olimpici e paralimpici, fatte di talento, coraggio e sfide; ma anche quelle delle comunità alpine, protagoniste di una trasformazione profonda nella seconda metà del Novecento quando la diffusione degli sport invernali e del turismo ha inciso radicalmente sul paesaggio umano e naturale delle Alpi. Un cambiamento che racconta il passaggio dall’economia di sussistenza al benessere, da una vita scandita dalla fatica e dal lavoro all’emergere del tempo libero e del divertimento.
Il percorso espositivo si sviluppa negli spazi interni ed esterni di Palazzo Besta e si articola intorno a tre nuclei tematici, liberamente intrecciati tra loro.
Al piano terra, nella corte e nelle cantine del palazzo, manifesti storici, immagini, video e cimeli olimpici e paralimpici ripercorrono la storia dei Giochi Invernali, dalla prima edizione di Chamonix del 1924 fino all’appuntamento di Milano Cortina 2026. Il primo piano di Palazzo Besta accoglie una ricca selezione di manifesti pubblicitari dedicati agli sport invernali e alle località sciistiche, dai primi del Novecento agli anni Sessanta, testimoniando la nascita dell’immaginario alpino moderno e la progressiva affermazione della montagna come meta turistica e sportiva.
Nel Salone d’Onore di Palazzo Besta è raccontata l’evoluzione dello sci e dell’attrezzatura da montagna, dai primi sci norvegesi di fine Ottocento fino ai modelli sciancrati contemporanei. In questa sezione emerge uno sguardo al femminile, filo conduttore dell’intera mostra, in dialogo con la storia stessa del Palazzo, segnata dal ruolo centrale delle donne della famiglia Besta. Le storie personali delle pioniere degli sport invernali e delle atlete olimpiche e paralimpiche sono poste in dialogo con la vita quotidiana delle donne delle valli alpine del Novecento, raccontata attraverso fotografie d’epoca e oggetti del lavoro e della vita domestica.
VETTE. Storie di sport e montagne non vuole proporre una narrazione nostalgica né celebrativa, ma invita a considerare la montagna come un organismo complesso, segnato dall’azione umana e al tempo stesso portatore di limiti e fragilità. Una mostra che connette passato e futuro, locale e globale, cultura e sport, offrendo al pubblico un’occasione di conoscenza e confronto su temi oggi più che mai necessari.
PALAZZO BESTA
Palazzo Besta di Teglio è una raffinata dimora rinascimentale costruita a partire dalla seconda metà del Quattrocento dalla nobile famiglia Besta. Considerato uno dei più importanti esempi di architettura signorile valtellinese, il palazzo si distingue per i suoi affreschi a soggetto biblico, mitologico e storico risalenti al Cinquecento. Dal 1911 è proprietà dello Stato, dal 2014 afferisce alla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia.