NESSUNO ESCLUSO

Un progetto di accessibilità e inclusione

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Museo Diocesano Carlo Maria Martini
Milano

Dal 15.4.2025

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Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano presenta il progetto NESSUNO ESCLUSO, realizzato con il contributo della Fondazione Alia Falck e in collaborazione con la Consulta Diocesana Comunità Cristiana e Disabilità, ideato per rendere il Museo e il suo patrimonio culturale accessibile al più ampio pubblico possibile, attraverso l’adozione di quattro diversi linguaggi alternativi di fruizione.

Monsignor Luca Bressan - Vicario episcopale per la cultura, la carità, la missione e l'azione sociale della Diocesi di Milano: “Fa parte dell'identità originaria del Museo Diocesano il suo essere una palestra aperta a tutti, un laboratorio che vuole schiudere lo sguardo sull'infinito, attraverso la bellezza, ad ogni persona che lo visita e lo abita. Il progetto Nessuno escluso è un ingrediente aggiunto che dona ulteriore energia e vitalità per raggiungere questo obiettivo. Nella convinzione che, come diceva il Cardinal Carlo Maria Martini, la bellezza che salva è l'amore che condivide il dolore. Lo sperimentiamo proprio in questi giorni in cui celebriamo la memoria della passione, morte e resurrezione del Figlio di Dio, il Signore nostro Gesù Cristo”.

 

Nadia Righi - Direttrice del Museo Diocesano: “Negli ultimi anni il Museo ha lavorato costantemente in un’ottica di abbattimento delle barriere architettoniche e cognitive che, spesso, precludono la fruizione e la comprensione di diverse categorie di pubblico. Questa proposta vuole quindi rappresentare un ulteriore passo in avanti del Museo verso l’inclusione e l’accessibilità della propria collezione, rispondendo al ruolo di servizio per la società che un Museo riveste.  Siamo grati a Fondazione Alia Falck che ha creduto da subito nel progetto e a Don Mauro della Consulta Diocesana Comunità Cristiana e Disabilità che ci ha seguiti nel percorso”.

 

Don Mauro Santoro – Responsabile della Consulta Diocesana Comunità Cristiana e Disabilità: "L’inclusione non si realizza attraverso gesti straordinari, ma rendendo accessibili a tutti le cose di ogni giorno. Ed è proprio questo che abbiamo fatto insieme al Museo Diocesano. Per questo credo sia giusto dire che è stato un lavoro importante, ma non eccezionale: garantire i giusti supporti e creare le condizioni perché le persone con disabilità possano visitare un museo, così come partecipare a un concerto, praticare uno sport o fare un viaggio non deve essere più un’eccezionalità, ma la normalità."

 

Elisabetta Falck - Presidente della Fondazione Alia Falck: “Con il progetto Nessuno escluso il Museo Diocesano compie un passo significativo verso una cultura accessibile e condivisa. Come Fondazione Alia Falck, siamo orgogliosi di sostenere questa iniziativa, che incarna pienamente la nostra visione di benessere come somma di inclusione, autonomia, bellezza, relazione. L’arte ha il potere di unire e trasformare, e crediamo che ogni persona debba avere la possibilità di accedervi, comprenderla e viverla. Questo progetto non è solo un esempio virtuoso di innovazione culturale, ma un modello che speriamo venga adottato anche da altre istituzioni. Siamo convinti che una società più equa e solidale passi anche da qui: dall’abbattimento delle barriere, visibili e invisibili, e dalla valorizzazione di ogni singola voce”.

 

La “Comunicazione Aumentativa Alternativa”, il metodo DescriVedendo, il linguaggio “Easy to read” e la “Lingua Italiana dei Segni” si rivolgono in modo particolare a persone con disabilità, famiglie, educatori, accompagnatori, comunità scolastiche e associazioni nel campo della disabilità al fine di offrire un’esperienza museale inclusiva, sensibilizzare il proprio pubblico sull’importanza dell’inclusione, collaborare con enti specializzati per soluzioni innovative e sostenibili.

 

Il percorso, inaugurato con l’Adorazione dei Magi di Sandro Botticelli, Capolavoro per Milano 2024, prosegue oggi con la Deposizione di Tintoretto (in mostra fino al 25 maggio 2025), e coinvolge una serie di opere della collezione permanente del Museo Diocesano, quali il Tondo di Ambrogio, San Francesco riceve le stigmate di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone, la Madonna dell’Umiltà di Gherardo Starnina nella collezione Fondi Oro e la Pala della Vergine Assunta di Lucio Fontana.

 

Lungo il percorso di visita, nelle sale del museo, accanto alle opere selezionate è ora apposto un QR code per ogni linguaggio. A disposizione dei visitatori è stata realizzata anche una mappa che evidenzia la posizione delle opere e le rende immeditatamente rintracciabili; copie cartacee delle schede sono inoltre a disposizione al bookshop.

CAA - Comunicazione Aumentativa Alternativa

La Comunicazione Aumentativa Alternativa è un approccio che si propone di offrire una modalità alternativa a chi, oltre ad essere escluso dalla comunicazione verbale e orale a causa di patologie congenite o acquisite presenta anche deficit cognitivi, più o meno severi. La CAA è tutto l'insieme di strategie, strumenti e tecniche messe in atto in ambito clinico e domestico per garantire la comunicazione alle persone che non possono esprimersi verbalmente. La CAA non si propone di sostituire il linguaggio verbale: al contrario, in quanto aumentativa, la CAA prevede la simultanea presenza di strumento alternativo e linguaggio verbale orale standard, che si accompagna al simbolo visivamente e oralmente, tramite il supporto del partner comunicativo che la pronuncia ad alta voce. Il simbolo diventa allora supporto alternativo che accompagna lo stimolo verbale orale in entrata, e, qualora sussistano le possibilità, accompagna e non inibisce la produzione verbale in uscita.

 

DESCRIVEDENDO
Questo metodo si propone di rendere accessibili i contenuti di opere d’arte visiva e i percorsi museali a chi vede poco o a chi non vede, utilizzando le potenzialità evocative del linguaggio: si basa infatti su parole e frasi scelte con cura, organizzate in sequenze preordinate, che facilitano la formazione di immagini mentali. Nasce da una specifica ricerca condotta per comunicare in modo efficace figure, forme, luci e colori con il solo uso delle parole. Il risultato è quindi un testo che descrive in modo accurato il contenuto di un’immagine composita, sia essa rappresentata da un dipinto, una scultura, un oggetto antico, o anche un ambiente come l’interno di una chiesa o la sala di un palazzo. Si rivolge prevalentemente alle persone cieche o ipovedenti, alle quali si aggiunge una fascia sempre più ampia di popolazione anziana che presenta limiti nella funzione visiva.

 

EASY TO READ

Il linguaggio Facile da Leggere semplifica concetti, frasi, parole in modo che possano essere comprese da tutti, coinvolgendo attivamente le persone con disabilità intellettiva e relazionale sia come “lettori di prova”, sia come realizzatori del testo. Easy to read utilizza una terminologia chiara e precisa, aggiunge al testo scritto delle immagini che possono aiutare il lettore a comprendere con maggiore facilità le informazioni lette. Non è pensato solo per persone con disabilità intellettiva, ma è adatto anche a persone con limitazioni nella capacità di lettura dovute a patologie, condizioni e disturbi neurologici o psichiatrici, per esempio ADHD, cioè il disturbo da deficit di attenzione e iperattività; alcune forme di autismo, afasia, schizofrenia, depressione.

 

LIS - Lingua Italiana dei Segni

La lingua italiana dei segni (o lingua dei segni italiana), spesso chiamata con la sigla LIS, è la lingua adottata nella comunicazione dalle persone italiane sorde che si riconoscono membri di una comunità minoritaria, non territoriale, fondata sull’affermazione di un’identità linguistica e su una visione socio culturale positiva della sordità. La LIS è anche lingua materna di alcuni udenti italiani, per lo più figli di persone sorde, ed è lingua seconda di molti altri udenti, generalmente operatori dei settori scolastico e socio assistenziale. Le persone che formulano messaggi in lingua dei segni sono dette segnanti.