GIOVANNI FERRARIO. Stato di quiete
Museo MA*GA
Gallarate (VA)
24.5.2026
11.10.2026
Press Kit
Il Museo MA*GA prosegue la propria ricerca dedicata ai linguaggi digitali e il dialogo tra tecnologia e pratica artistica, presentando, dal 24 maggio all’11 ottobre 2026, il progetto inedito di Giovanni Ferrario (Milano, 1973), dal titolo Stato di Quiete.
L’esposizione propone una serie di diciassette nature morte, appartenenti al ciclo Atlante del verosimile (2025), realizzate utilizzando l’Intelligenza Artificiale; le opere giocano sulla contrapposizione tra l’apparente immobilità dell’immagine e l’instabilità dei processi che la generano, al punto da sembrare sospese nel tempo, pur essendo il risultato di flussi continui di dati, calcoli e probabilità.
Nella tradizione artistica, la natura morta è il genere della quiete per eccellenza: oggetti inanimati, sottratti all’azione, fissati in una composizione che suggerisce silenzio, equilibrio e durata. Tuttavia, questa quiete è sempre stata illusoria. Anche nella pittura classica, dietro l’immobilità dell’immagine si nasconde il tempo che passa, la materia che si degrada, la vita che si muove.
In questa mostra, tale ambiguità viene radicalizzata: l’intelligenza artificiale produce immagini che non hanno mai conosciuto una realtà materiale, eppure ne simulano la presenza con sorprendente precisione.
Il concetto di stato di quiete, preso dalla fisica classica, definisce un corpo che non varia la propria posizione nel tempo rispetto a un sistema di riferimento. Così come per le antiche teorie eraclitee e orientali anche per la fisica quantistica, la quiete assoluta non esiste. Perfino quando un sistema sembra fermo, al suo interno persistono fluttuazioni minime, energie residue, movimenti impercettibili. Allo stesso modo, queste nature morte digitali appaiono immobili, ma sono attraversate da una ritmica invisibile: quella degli algoritmi, delle reti neurali, delle probabilità statistiche che ne hanno determinato forma, colore e composizione.
L’immagine generata grazie all’uso dell’intelligenza artificiale diventa così un campo di forze latenti. Ogni oggetto rappresentato è il risultato di una sovrapposizione di possibilità, una sorta di funzione d’onda visiva che collassa in una forma specifica solo nel momento in cui viene osservata. La quiete non è più uno stato stabile, ma una soglia: un equilibrio temporaneo tra ordine e caos, tra determinazione e indeterminazione.
In Stato di quiete, l’assenza del gesto umano diretto non coincide con una mancanza di intenzionalità, ma apre piuttosto a una riflessione sul ruolo della creatività e della fantasia, del mistero e della poesia. Lo strumento dell’intelligenza artificiale agisce come un mediatore tra il visibile e l’invisibile, rendendo percepibile una nuova forma di immobilità: non quella della materia, ma quella del dato congelato in immagine.
Giovanni Ferrario (Milano, 1973) è artista e teorico. Il suo lavoro dialoga con la fotografia, la performance, il disegno, la pittura e la scultura. La diversità linguistica della sua poetica trova sintesi nell’utilizzo di mezzi post-fotografici come l’Intelligenza Artificiale e la scansione a contatto. Dal 2004 insegna Fenomenologia e critica d’arte presso l’Università Cattolica di Milano.
Ricola, l’azienda svizzera produttrice delle benefiche caramelle alle 13 erbe, conferma la grande attenzione che da sempre mostra nei confronti dell’arte e della cultura come strumento di crescita e condivisione. Con il suo sostegno alle mostre, Ricola offre l’ingresso gratuito ai primi 50 visitatori dalle ore 15.00 di ogni primo venerdì del mese: 7 agosto; 4 settembre; 2 ottobre.
In occasione delle giornate Ricola, dalle ore 15.00 sarà possibile degustare gratuitamente le benefiche tisane Ricola presso l’ArtCafé. Acquisto online sul sito Ticketone.it o presso la biglietteria del Museo secondo disponibilità.
Immagini