FORME

La Collezione Sorlini in dialogo con Scarpella e Mangiarotti

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MarteS Museo d’Arte Sorlini
Calvagese della Riviera (BS)

25.10.2025
25.1.2026

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Dal 25 ottobre 2025 al 25 gennaio 2026, il MarteS Museo d'Arte Sorlini di Calvagese della Riviera (BS) presenta la mostra FORME. La Collezione Sorlini in dialogo con Scarpella e Mangiarotti, ideata con l’obiettivo di avvicinare il museo ad altre espressioni di bellezza, con cui istituire rapporti di assonanze e risonanze.

 

L’esposizione si sviluppa come un dialogo tra le opere della Collezione Sorlini, gli ambienti del MarteS e le sculture di Livio Scarpella (Ghedi 1969), valorizzate dagli oggetti di design di Angelo Mangiarotti (Milano, 1921-2012) provenienti dalla collezione di Agapecasa.

Una ventina di opere tra ceramiche e bronzi, realizzate da Scarpella negli ultimi quindici anni, rappresentano il fulcro del percorso espositivo, che coinvolge le sale del MarteS e ne mette in luce i capolavori. Nel ruolo di supporto e di cassa di risonanza estetica, si aggiungono i tavoli e i mobili che Mangiarotti ha ideato nel corso della sua carriera e che Agapecasa, dal 2009, si occupa di realizzare.

Ricerca plastica, qualità della materia, attenzione alla forma ed estro nella componente decorativa sono alcuni degli elementi che avvicinano i lavori dei due autori, le cui peculiarità emergono evidenziandone le rispettive identità. Mangiarotti è riconosciuto tra le figure di riferimento della prima generazione del design italiano per l’eleganza e il minimalismo dei suoi oggetti, realizzati in stretto rapporto tra funzione e raffinatezza estetica.

L’ultimo decennio di produzione scultorea di Scarpella è stato invece caratterizzato da una preziosità tardobarocca e accenni pop innestati sulle basi della tradizione classica e novecentesca. L’intreccio di assonanze e divergenze ampliano la contaminazione di elementi che già caratterizza le sculture dell’artista, da lui stesso definite “medusiache”, ossia portatrici di un senso di incanto sublime e surreale, come un senso di “tragedia perfetta”, secondo la definizione del saggista e curatore Jean Clair.

Tra i soggetti delle opere esposte troviamo infatti uomini con orecchie d’asino (Lucignoli, 2014), volti velati (Ghost underground, 2023), busti dai colori intensi (Nuba mosaic, 20213), ritratti di creature ibride e metamorfiche (Baby triton, 2011), dall’eco classico e mitologico (Antinoo surviving, 2019-2025), e allo stesso tempo pop e contemporanee (Shunga Mosaic, 2012). Inneschi per cortocircuiti semantici che rendono la poetica di Scarpella atemporale: «il mio lavoro lo faccio e lo penso come atemporale, inclassificabile: per questo sono eclettico per natura».

A corredo della mostra sarà pubblicato un volume edito da Silvana Editoriale con le immagini di allestimento e un testo critico di Antonio D’Amico, storico e critico d’arte, direttore del Museo Bagatti Valsecchi di Milano.