UN’ESTATE AL MA*GA
Le mostre in corso fino a ottobre 2026
Museo MA*GA
Gallarate (VA)
20.7.2026
11.10.2026
Press Kit
La programmazione estiva del Museo MA*GA di Gallarate (VA) prosegue con cinque mostre che esplorano le intersezioni tra arte, spazio, tecnologia e memoria, attraverso mezzi e poetiche eterogenee, dal Novecento fino ad oggi. Il palinsesto si apre con il dialogo tra la ricerca ambientale di Paolo Scheggi, di cui vengono ricostruite storiche installazioni plastiche, e la monografica dedicata a Vincenzo Agnetti, incentrata sull'uso concettuale e poetico della fotografia. La riflessione sui medium artistici si estende alla dimensione digitale con i progetti post-fotografici di Giovanni Ferrario, realizzati tramite Intelligenza Artificiale, e alle pratiche performative e partecipative dei cinque artisti del XXVIII Premio Gallarate, che trasformano l'opera in un dispositivo di relazione e attivazione collettiva. Segue l'omaggio al sodalizio tra l'illustratrice Brunetta e la Maison Missoni, una narrazione che celebra l'affinità tra moda e sperimentazione visiva nel secondo Novecento. Completa la proposta la rassegna cinematografica Le Stanze del cinema, dedicata ai capolavori di alcuni dei registi più importanti del Novecento.
QUI E ALTROVE. Gli ambienti di Paolo Scheggi 1964-1971
A cura di Ilaria Bignotti ed Emma Zanella
Fino all’11 ottobre 2026
La mostra approfondisce l'integrazione plastica all'architettura nella ricerca di Paolo Scheggi (1940-1971), focalizzandosi sulla creazione di ambienti vivibili e percorribili attraverso un corpus di 60 opere tra fotografie, documenti e maquette. Il percorso illustra l'evoluzione dell'artista a partire dalla pittura monocroma e dalle celebri Intersuperfici e Zone riflesse, nate nel clima spazialista milanese degli anni Sessanta per stimolare il dialogo con lo spettatore. Da qui viene evidenziato il passaggio cruciale verso la dimensione ambientale e volumetrica, che culmina nella ricostruzione filologica di installazioni storiche andate disperse: la Tomba della geometria e la Piramide. DELLA METAFISICA. L'esposizione, realizzata in collaborazione con l’Associazione Paolo Scheggi, a cura di Ilaria Bignotti ed Emma Zanella, con l’assistenza curatoriale di Camilla Remondina, documenta inoltre l'apertura di Scheggi verso la dimensione urbana, collettiva e teatrale con le azioni performative di fine anni Sessanta, fino ad approdare a una fase finale dal carattere fortemente concettuale, simbolico e rituale, arricchita dai progetti a quattro mani realizzati insieme a Vincenzo Agnetti.
LE STRADE TERMINANO PRIMA DI COMINCIARE. Vincenzo Agnetti e le tracce fotografiche
A cura di Alessandro Castiglioni
Fino all’11 ottobre 2026
La mostra monografica offre un percorso incentrato sull'uso della fotografia concettuale nella ricerca di Vincenzo Agnetti (1926-1981), indagando come l'artista utilizzi il mezzo fotografico per liberare l'immagine dal suo referente originario, trasformandola in una traccia poetica ed evocativa di ciò che c’è stato, ma non c’è più. Attraverso 30 opere, la rassegna, a cura di Alessandro Castiglioni, evidenzia la capacità narrativa del frammento fotografico e il dialogo costante con la letteratura e la tecnologia. Il percorso si apre con l’installazione chiave Il Trono (realizzata con Paolo Scheggi nel 1970, insieme ad opere che intrecciano parola e immagine per riflettere su temi quali il tempo, lo spazio e il corpo. Viene inoltre documentata la sperimentazione sui sistemi tecnologici e combinatori della celebre Macchina Drogata, calcolatrice in cui i numeri sono sostituiti da lettere per generare parole casuali, con opere pittoriche che ne evocano il funzionamento. La riflessione sul potere e la storia prosegue nel polittico fotografico Elisabetta d’Inghilterra, espressione del suo "teatro statico", per culminare nel celebre Libro dimenticato a memoria, volume svuotato delle sue pagine che incarna il concetto agnettiano di cultura come profonda assimilazione e successivo oblio.
GIOVANNI FERRARIO. Stato di quiete
Fino all’11 ottobre 2026
La mostra esplora il dialogo tra linguaggi digitali, tecnologia e pratica artistica attraverso il progetto inedito di Giovanni Ferrario (1973), Atlante del verosimile (2025), di cui sono proposte 17 nature morte realizzate con l'Intelligenza Artificiale. Il ciclo di opere gioca sul contrasto tra l'apparente immobilità del genere pittorico tradizionale e l'instabilità dei processi computazionali che lo generano. Ispirandosi alle teorie eraclitee come alla fisica quantistica, secondo cui la quiete assoluta non esiste, le immagini simulano una realtà materiale mai esistita e sono attraversate dalla ritmica invisibile di algoritmi, reti neurali e probabilità statistiche. Ogni oggetto rappresentato diventa così un campo di forze latenti e un equilibrio temporaneo tra ordine e caos. L'assenza del gesto umano diretto non cancella l'intenzionalità dell'autore, ma apre a una riflessione teorica sulla creatività, dove lo strumento tecnologico agisce come mediatore tra il visibile e l'invisibile, congelando il flusso continuo dei dati in una nuova forma di immobilità post-fotografica.
ARTE VIVA
PROCESSI PERFORMATIVI E PARTECIPATIVI COME PRATICA
XXVIII PREMIO GALLARATE
A cura di Lorenzo Balbi, Eva Fabbris, Caterina Riva
Fino all’11 ottobre 2026
L’esposizione legata al XXVIII Premio Gallarate, curata da Lorenzo Balbi, Eva Fabbris e Caterina Riva, esplora i lavori di cinque artisti contemporanei le cui pratiche assumono una dimensione processuale e relazionale, interrogando i confini dell’opera e il ruolo stesso del pubblico. Allison Grimaldi Donahue (1984) propone un'operazione di Mail Art e un'installazione interattiva che invita i visitatori a creare cartoline per espandere l'archivio del museo. Francesco Fonassi (1986) affronta il trauma del disastro ambientale di Seveso attraverso un'installazione acustica con segnalatori marittimi d'allarme attivati da performance corali. Francesca Grilli (1978) indaga la memoria della migrazione italiana a New York con la scultura sonora Ring Ring Ring, un anello che manipolato da un performer evoca il suono del mare e il tema del viaggio, affiancato da opere incentrate sulla “mano” come metafora del “fare”. Beatrice Marchi (1986) unisce video e sculture nell'opera Frozen in the North, in cui borse e oggetti dimenticati in un vagone metropolitano prendono bizzarramente vita, oscillando tra sogno e quotidianità. Infine, Martina Rota (1995) con l'installazione I still have a voice for you connette l’elemento dell’acqua a fotografie e tracce sonore in una dimensione d'ascolto legata alla cura del trauma e alla memoria emotiva.
IL VIZIO DEL VESTIRE. Le illustrazioni di Brunetta per Missoni
A cura dell’Archivio Missoni
Fino all’11 ottobre 2026
La mostra rende omaggio al sodalizio creativo tra la celebre illustratrice Brunetta (Bruna Moretti Mateldi, 1904-1989) e la Maison Missoni, figure chiave per l'affermazione della moda italiana nel secondo Novecento. Attraverso una selezione di illustrazioni, bozzetti e materiali editoriali, il percorso espositivo evidenzia lo stile unico di Brunetta: un tratto rapido, sintetico e ironico, capace di reinventare gli abiti e trasformarli in una narrazione autonoma che cattura il carattere e le posture sociali delle donne dell'epoca. L'esposizione ripercorre il legame professionale e umano di Brunetta con la Maison, solido fin dagli esordi del 1958, mostrando come l’artista sia riuscita a tradurre graficamente la rivoluzione cromatica, materica e geometrica operata da Ottavio e Rosita Missoni. Percorso comune che culmina idealmente nel 1981 con la pubblicazione del volume Il Vizio del Vestire, che sigilla un'affinità elettiva fondata su una comune idea di moda libera, indipendente e anticonvenzionale.
Ricola, l’azienda svizzera produttrice delle benefiche caramelle alle 13 erbe, conferma la grande attenzione che da sempre mostra nei confronti dell’arte e della cultura come strumento di crescita e condivisione. Con il suo sostegno alle mostre, Ricola offre l’ingresso gratuito ai primi 50 visitatori dalle ore 15.00 di ogni primo venerdì del mese: 7 agosto; 4 settembre; 2 ottobre. In occasione delle giornate Ricola, dalle ore 15.00 sarà possibile degustare gratuitamente le benefiche tisane Ricola presso l’ArtCafé. Acquisto online sul sito Ticketone.it o presso la biglietteria del Museo secondo disponibilità.
LE STANZE DEL CINEMA
A cura di Alessandro Castiglioni
Blow-Up di Michelangelo Antonioni - sabato 25 luglio 2026, ore 21.00
La terrazza di Ettore Scola - sabato 1° agosto 2026, ore 21.00
La rassegna cinematografica, in scena nell’arena esterna dell’HIC MA*GA MAJNO (o in caso di maltempo nella Sala Arazzi Ottavio Missoni) chiuderà il suo percorso nella storia della settima arte con due dei sei classici presentati da fine giugno in poi. In programma sabato 25 luglio 2026 Blow-Up di Michelangelo Antonioni e sabato 1° agosto 2026 La terrazza di Ettore Scola. Ingresso gratuito senza prenotazione.
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