Banca Ifis e Associazione Genesi annunciano una partnership triennale per promuovere l’inclusione sociale attraverso l’arte.

Al via il primo progetto con l’artista Pascale Marthine Tayou

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Venezia

9.5.2025

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Banca Ifis e Associazione Genesi insieme per proteggere e tutelare il rispetto dei diritti umani attraverso l’esempio positivo e universale dell’arte contemporanea. La Banca presieduta da Ernesto Fürstenberg Fassio e l’Associazione Genesi fondata da Letizia Moratti hanno siglato un accordo triennale che le vedrà impegnate nello sviluppo e promozione di specifici progetti, complementari rispetto ai programmi artistici sviluppati di anno in anno dai due enti, e finalizzati a offrire spunti di riflessione sulle grandi tematiche di inclusione del nostro tempo.

L’arte e la cultura, che promuoviamo attraverso Ifis art, sono uno strumento chiave per promuovere l’inclusione sociale e la tutela dei diritti umani. Le progettualità di Ifis art, che trovano massima rappresentazione nel Parco Internazionale di Scultura ospitato presso la nostra sede di Villa Fürstenberg a Mestre, si arricchiscono oggi col lavoro di Pascale Marthine Tayou che ci invita a riflettere sull’importanza di ampliare i fronti del dialogo tra popoli per promuovere una cultura dell’inclusione che sia sempre più orientata al rispetto dei diritti umani. L’arte, col suo linguaggio universale e senza barriere, rappresenta un volàno straordinario per diffondere questo tipo di messaggi. Per questo motivo, siamo grati a Letizia Moratti per il lavoro quotidiano svolto dall’Associazione Genesi e ci auguriamo che questa nostra collaborazione triennale possa contribuire ad ampliare lo spazio di discussione su questioni così importanti per il mondo intero”, dichiara Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis.

“L’Associazione Genesi è impegnata nella difesa dei diritti umani attraverso l’arte contemporanea. Per questa ragione, ha dato vita una collezione di opere d’arte contemporanea di artisti provenienti da tutto il mondo e di diverse generazioni che riflettono sulle urgenti, difficili e spesso drammatiche questioni culturali, ambientali, sociali e politiche coeve. Un’opera di Pascale Marthine Tayou fa parte della nostra collezione: sono pertanto lieta che il rapporto tra l’artista e l’Associazione Genesi prosegua con questo progetto espositivo presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e il Parco Internazionale di Scultura a Mestre. Sono inoltre molto grata a Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis, per aver voluto dare avvio a una collaborazione triennale con l’Associazione Genesi, certi che insieme potremmo rafforzare il nostro reciproco impegno nella tutela dei diritti umani”, dichiara Letizia Moratti, Presidente di Associazione Genesi.

La prima iniziativa di questa collaborazione triennale vede l'artista Pascale Marthine Tayou (Yaoundé, Camerun, 1967) impegnato nella realizzazione di una mostra, curata da Ilaria Bernardi, in due differenti spazi: dal 9 maggio 2025 esporrà Il Genio dell’Aquila nel cortile dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, e Dreams in Giza, nel Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis a Mestre, visitabile ogni domenica – dalle 10.00 alle 19.00 – e un sabato sera al mese, con la prenotazione disponibile sulla app gratuita Ifis art.

Il Genio dell’Aquila, ispirato è un totem in vetro colorato, già esposto nel 2022 nella città dell’Aquila nel monastero di San Domenico che a due anni di distanza entra nel cortile dell'Accademia di Belle Arti di Venezia per raccontare la forza rigenerativa dell’arte e la capacità della materia di farsi simbolo e narrazione collettiva. L’installazione resterà visitabile fino al prossimo 27 settembre 2025. In parallelo, il Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis presso Villa Fürstenberg a Mestre ospita Dreams in Giza, una grande installazione costituita da tubi metallici costellati da elementi ovoidali colorati che dialoga idealmente con il progetto veneziano rendendo l’arte accessibile, diffusa e integrata nei luoghi della vita quotidiana.

Pascale Marthine Tayou si fa dunque interprete della visione di Banca Ifis e Associazione Genesi con due opere accomunate da una reciproca spinta al dialogo, in linea con la pratica del loro autore che esplora il confine tra identità e alterità, trasformandolo in un terreno fertile di connessioni, tensioni e mutamenti continui, al fine di creare opere capaci di restituire con forza e sensibilità la complessità del presente.

Pascale Marthine Tayou
Pascale Marthine Tayou vive e lavora a Gand, in Belgio, e a Yaoundé, in Camerun. Fin dall’inizio degli anni ’90 e dalla sua partecipazione a Documenta 11 (2002) a Kassel e alla Biennale di Venezia (2005, 2009), è noto a un vasto pubblico internazionale. Il suo lavoro è caratterizzato dalla sua variabilità, in quanto nel suo lavoro artistico non si limita né a un mezzo né a un determinato insieme di temi. Sebbene i suoi temi possano essere vari, tutti hanno come punto di partenza l’artista stesso come persona. Già all’inizio della sua carriera, Tayou aggiunse una “e” al suo nome e al suo secondo nome per dare loro una lettera finale femminile, prendendo così ironicamente distanza dall’importanza della paternità artistica e delle attribuzioni maschio/femmina. Pascale Marthine Tayou predilige materiali riciclati che considera ‘ritrascrizioni’, come se gli oggetti avessero una propria anima in continua evoluzione, capace di aprirli a infinite mutazioni. Desidera indurci a percepire i materiali e gli oggetti in modo differente, sottendendo anche la loro diversa provenienza culturale. Grazie alla loro giustapposizione sottolinea l’importanza del riciclo per la salvaguardia dell’ambiente, e al contempo riesce a fondere luoghi e tempi differenti.
“Il Genio dell’Aquila” fa parte della più nota serie di opere dell’artista, costituita da totem in vetro corredati da materiali riciclati di varia natura, provenienti da territori e tempi lontani, per far riferimento sia all’Africa (paese natale dell’artista) sia all’Occidente (da dove proviene il vetro, prodotto a Colle Val d’Elsa, in Toscana). Sebbene concepito per Panorama 2023, ad ogni nuova installazione l’opera cambia in base alla posizione diversa degli elementi che la compongono, adattandosi all’ambiente circostante. 

Ifis art
Ifis art è il progetto ideato dal Presidente di Banca Ifis, Ernesto Fürstenberg Fassio, che raccoglie tutte le iniziative realizzate dalla Banca per la valorizzazione dell’arte, della cultura, della creatività contemporanea e dei loro valori. L’iniziativa si articola in una serie di progettualità, a partire dalla collezione che la Banca ha acquisito nel tempo, costituita da oltre 120 opere di più di 70 artisti, che spazia dall’arte classica a quella contemporanea. Alcune opere della collezione hanno trovato la loro casa naturale nel Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis, curato da Giulia Abate e Cesare Biasini Selvaggi, all’interno dei 22 ettari di giardino di Villa Fürstenberg, a Mestre. Il Parco ospita, ad oggi, 24 opere plastiche di 15 maestri della scultura contemporanea, italiani e internazionali: Fernando Botero, Annie Morris, Park Eun Sun, Igor Mitoraj, Manolo Valdés, Pablo Atchugarry, Pietro Consagra, Roberto Barni, Julio Larraz, Philip Colbert, Jaume Plensa, Giuseppe Penone, Nico Vascellari e Davide Rivalta. La missione del Parco comprende, attraverso progetti anche temporanei (mostre, performance, workshop, giornate di studi), la “coltivazione” della biodiversità (ambientale, sociale, economica, ecc.), dell’inclusione, dei valori e diritti collegati, e di reti sinergiche tra le imprese e il terzo settore della creatività contemporanea, prerequisito per uno sviluppo sociale ed economico sostenibile nella nuova era della “economia della conoscenza e della giustizia sociale”. A inizio anno l’Ufficio Studi di Banca Ifis ha misurato i risultati prodotti dal Parco Internazionale di Scultura da un punto di vista sociale, secondo il modello di misurazione d’impatto sviluppato dalla Banca con il Politecnico di Milano. Stando alle risposte dei 500 visitatori intervistati, il Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis genera un moltiplicatore pari a 3,9: tradotto in termini pratici, un euro investito dalla Banca nel Parco genera quasi 4 euro di valore sociale per il territorio. Questo valore arriva addirittura a 5,3 se si prende in considerazione il cluster dei partecipanti ai workshop che la Banca ha organizzato nel corso del 2024 in collaborazione col Ministero dei Beni Culturali nell’ambito della Biennale di Venezia

Partendo dal Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis, il progetto Ifis art punta a “democratizzare” l’arte, rendendola sempre più accessibile e fruibile anche ad un pubblico meno avvezzo alla materia. Per farlo, Ifis art punta sulla forza dei nuovi canali digitali. La Banca ha, infatti, sviluppato un’innovativa app – fruibile sia da web che da mobile – nella quale il racconto delle singole opere viene accompagnato da contenuti video inediti, storytelling e interviste agli artisti. La app è disponibile da oggi su App Store e Play Store o all’indirizzo. 

Tra le progettualità più significative di Ifis art vi è poi il recupero e il restauro di The Migrant Child, l’opera realizzata da Banksy a Venezia, uno dei soli due lavori ufficialmente riconosciuti dall’artista sul suolo nazionale. L’opera, che rischiava un irrimediabile quanto veloce deperimento a causa della sua esposizione all’acqua di Venezia e al maltempo, porta con sé un valore artistico e sociale elevato: attraverso il linguaggio della pittura, Banksy diffonde infatti un messaggio di speranza e pace che richiama i valori della Carta Onu del 1948 sulla tutela dei diritti universali dell’uomo. L’impegno della Banca per proteggere il murales ha l’obiettivo di tenere vivo questo messaggio. Oltre a mettere in sicurezza l’opera, Banca Ifis ha inoltre acquistato Palazzo San Pantalon, l’immobile che lo ospita, e che sarà trasformato in uno spazio espositivo per giovani street artist, in collaborazione con la Biennale di Venezia. In Ifis art rientra anche l’operazione di acquisto e restauro di dodici busti in gesso realizzati da Antonio Canova di eccezionale valore artistico, dopo il ritrovamento presso Villa Canal alla Gherla, a Treviso. Le dodici opere del celebre scultore, entrate a far parte della collezione d’arte di Banca Ifis, sono state esposte per la prima volta al pubblico nella prestigiosa mostra “Antonio Canova e il Neoclassicismo a Lucca”, a Lucca e successivamente portate a Roma – la prima volta nella capitale - in occasione della fiera “Roma Arte in Nuvola”.