Al via il progetto VISTA: nuove analisi sugli affreschi di Santa Maria foris portas

In corso

Parco Archeologico e Antiquarium
Castelseprio (VA)

Dal 28.9.2026

Ha preso avvio il progetto VISTA - Visual Investigation of Santa Maria foris portas: Techniques & Analysis, una nuova e articolata campagna di ricerca scientifica dedicata agli straordinari affreschi della chiesa di Santa Maria foris portas nel Parco Archeologico di Castelseprio (VA), sito inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2011.

Il progetto è promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, istituto del Ministero della Cultura, che ne ha curato l'ideazione scientifica e ne segue oggi l'attuazione. 

Le attività di ricerca avranno inizio lunedì 28 settembre, e proseguiranno fino alla fine di ottobre 2026. Durante questo periodo la chiesa rimarrà chiusa al pubblico per consentire l'installazione delle strutture necessarie alle indagini e lo svolgimento delle attività in piena sicurezza.

Gli affreschi dell'abside orientale di Santa Maria sono considerati tra i massimi capolavori della pittura altomedievale europea. Scoperti nel 1944 sotto decorazioni più tarde, rappresentano un unicum nel panorama artistico dell'Occidente medievale e da oltre ottant'anni sono al centro del dibattito scientifico internazionale. Presentano un'eccezionale qualità esecutiva, ma anche numerose questioni ancora irrisolte: gli studiosi non hanno infatti raggiunto un consenso sull'identità del pittore, sulla cronologia delle pitture e sulle tecniche impiegate per la loro realizzazione. Anche la lettura del loro complesso programma iconografico, ampiamente ispirato ai Vangeli apocrifi, continua a suscitare confronti e interpretazioni tra gli esperti.

Il progetto VISTA nasce proprio con l'obiettivo di affrontare alcuni dei principali interrogativi ancora aperti sugli affreschi e di acquisire nuove conoscenze sul loro stato di conservazione, creando una base scientifica aggiornata per le future strategie di tutela e valorizzazione.

Alla guida del progetto un gruppo di lavoro tutto interno alla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia: guidato da Luca Polidoro, archeologo e direttore del Parco Archeologico di Castelseprio, il team è composto da Rosario Maria Anzalone, direttore della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, Flora Berizzi, storica dell'arte e Sara Rossotti, restauratrice.

L'iniziativa coinvolge prestigiosi istituti di ricerca italiani e internazionali nell'ambito della rete europea E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science). Parteciperanno il CNR, attraverso l'Istituto di Scienze e Tecnologie Chimiche "Giulio Natta" e l'Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, il Centre of Excellence SMAArt (Scientific Methodologies applied to Archaeology and Art) dell'Università degli Studi di Perugia, l'HUN-REN ATOMKI Institute for Nuclear Research in Ungheria e il Laboratoire Archéomatériaux et Prévision de l'Altération in Francia.

Le indagini saranno prevalentemente non invasive e utilizzeranno alcune delle più avanzate tecnologie oggi disponibili per lo studio del patrimonio culturale. Attraverso spettroscopie, mappature chimiche, analisi iperspettrali e indagini con raggi X sarà possibile ricostruire le tecniche pittoriche, identificando pigmenti, leganti e materiali impiegati dall'artista, individuare eventuali fenomeni di degrado e acquisire nuovi elementi per comprendere la storia della chiesa e delle sue decorazioni.

VISTA rappresenta però molto più di una campagna diagnostica. Il progetto costituisce infatti una nuova tappa di un ampio programma di ricerca avviato dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia nel 2024, con l'obiettivo di costruire una rilettura complessiva di Santa Maria foris portas attraverso il dialogo tra discipline diverse: archeologia, storia dell'arte, conservazione, ricerca archivistica e scienze applicate ai beni culturali.

Un momento fondamentale di questo percorso è stato il convegno "Santa Maria foris portas di Castelseprio. Archivi, arte e archeologia in dialogo", organizzato nel giugno 2025 e partecipato da studiosi e ricercatori provenienti da tutta Italia. Gli atti della giornata di studi, attualmente in corso di pubblicazione, raccoglieranno i risultati della prima fase delle ricerche, dedicata alle fonti storiche, agli archivi, all'archeologia e all'analisi storico-iconografica delle pitture.

Con VISTA questo percorso si amplia ulteriormente e assume una dimensione ancora più innovativa. Alla ricerca storica, archeologica, archivistica e artistica si affiancano ora le più avanzate tecnologie per lo studio dei beni culturali, con l'obiettivo di integrare in un unico quadro interpretativo dati provenienti da discipline diverse e offrire una nuova lettura della chiesa e delle sue pitture.

Accanto alle attività scientifiche non mancheranno occasioni dedicate al pubblico. La prima sarà domenica 27 settembre, nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio, quando Luca Polidoro presenterà il progetto durante due visite guidate al Parco Archeologico di Castelseprio, in programma alle ore 15.00 e alle ore 16.30.

Ma le novità per il Parco e i suoi visitatori non finiscono qua: conclusa la campagna di analisi, infatti, la Chiesa di santa Maria foris portas sarà oggetto di un nuovo allestimento museale, che la doterà di un percorso di visita rinnovato e accessibile, di contenuti aggiornati alla luce delle più recenti acquisizioni della ricerca e di un nuovo sistema di illuminazione progettato per migliorare la fruizione del monumento e valorizzare la straordinaria qualità delle sue pitture.

Per consentire la realizzazione del nuovo allestimento la chiesa rimarrà chiusa al pubblico per alcune settimane.

Con questo nuovo allestimento e ancor di più con il progetto VISTA, Castelseprio è dunque al centro di importanti investimenti che integrano ricerca scientifica e valorizzazione, confermandosi come uno dei più importanti laboratori di ricerca sul patrimonio culturale del Nord Italia. Le nuove indagini contribuiranno ad approfondire la conoscenza di uno dei grandi capolavori del Medioevo europeo, fornendo strumenti fondamentali per la sua comprensione, conservazione e valorizzazione. Per il Ministero della Cultura, la ricerca rappresenta infatti il primo e indispensabile passo per garantire la tutela del patrimonio e trasmetterne il valore alle generazioni future.